Questa domenica, io
e la Monia ci aggreghiamo agli amici Indipiententes Apuanos (
https://www.facebook.com/groups/157049881123829/?ref=group_header)
e quelli di Trekking Mania
(
https://www.facebook.com/groups/1098535830231398/ )
per un'escursione classica al monte Sagro sulle nostre Apuane,
l'evento è stato denominato " attacco al Sagro" si, un vero e
proprio attacco dato che alla partenza siamo in trentatré
partecipanti.
Per la salita abbiamo seguito la Via Normale
che dalla Foce di Pianza segue una bassa cresta che si
affaccia sulle cave della valle di Torano fino al mare, per giungere
alla Foce della Faggiola con segnavia 172, con vista sulla valle di
Colonnata. Si segue il sentiero segnato di blu che prosegue
percorrendo gli ampi prati del versante Sud-Ovest, lasciandoci sulla
destra lo Spallone. La salita è agevole e panoramica sul Borla,
sulla Lunigiana e sul litorale. Nella parte terminale, il percorso
si innesta nell'ultimo tratto di salita della cresta Ovest, con
panorami sulla valle di Vinca, sulla cresta Nattapiana e sul Pizzo
d’Uccello.
La seconda per
Cresta Sud, dalla Foce di Pianza fino alla Foce della Faggiola
per poi proseguire sulla destra, con itinerario non segnato ma con
tracce evidenti e tratti anche un po' esposti, per la lunga cresta
verso lo Spallone, cui si sale facilmente alla vetta di 1560 metri,
e si prosegue fino a raggiungere quella la vetta del Sagro, con
scorci ampiamente panoramici sulla zona delle Borre del Sagro e
sull'intera catena apuana. Abbiamo appuntamento
alla Foce di Pianza da dove inizieremo la nostra escursione.
L'ambiente si trova nella più famosa località delle Alpi Apuane di
Massa Carrara da dove si ha una veduta unica che abbraccia il golfo
di La Spezia, la valle del Magra, le Alpi Marittime fino al Monviso
e al di là del mare la Corsica e l'isola d'Elba, oggi visto le
condizionimeteo non proprio così! Da quì si può anche apprezzare
la vista del più grande bacino marmifero del mondo e la devastazione
da questo prodotta. L'imponente massiccio del Sagro domina
l'estremità occidentale delle Apuane, sorge in posizione isolata a
lato della dorsale principale della catena. E' un'acuminata punta a
forma di grossolana piramide triangolare, un fulcro roccioso da cui
si originano a raggiera tre distinte valli. Il fianco nordorientale,
rivolto verso la Lunigiana, chiude a sud la Valle di Vinca, quello
sudorientale costituisce la testata del Canal Regollo, nel massese,
mentre il terzo guarda a sudovest, Prendiamo il sentiero, n°
172/173, che vediamo segnato proprio vicino al parcheggio e ci
dirigiamo verso Sud Est; sotto di noi ,su entrambi i versanti si
aprono delle impressionanti cave e in particolare volgendo lo
sguardo verso il mare si vede l’enorme bacino marmifero di Campo
Cecina. Non possiamo che constatare l'ormai scomparsa di
intere montagne e solo l'ipocrisia dell'uomo lascia eretto quello
che rimane della vetta tanto per dire che la cima c'è ancora, quando
impareremo ad usare con più raziocinio le risorse della terra senza
sfruttarle sino all'osso? E che cosa lasceremo ai nostri figli?
Scusate lo sfogo ma quelle ferite sulle montagne è come sentirmele
addosso. Giungiamo in breve a un bivio abbiamo lasciato a
sinistra il segnavia 173 che prenderebbe il sentiero per la "
direttissima sulla cresta ovest" al Sagro, si segue il 172,
che continua a salire lungo la cresta dove vi sono dei passaggi su
roccette non pericolosi ma da affrontare con la dovuta attenzione;
raggiungiamo poi un boschetto di faggi e poi la Foce della
Faggiola (1464 m), in questo punto numerose sono le presenze
di trincee e ricoveri che ci ricordano quel triste evento che fu
l’ultimo conflitto mondiale dove vedeva attestate su queste montagne
le truppe tedesche a difesa della “ Linea Gotica “. Passata La
Faggiola, il sentiero 172 scende verso sud, verso Colonnata, mentre
quello per il Sagro prosegue verso Nord, non più segnato con segni
bianco/rossi CAI ma con poco evidenti tracce azzurre . Il nostro
gruppetto di comune accordo si divide e mentre un gruppo
sale per via "normale", sentiero comodissimo e senza nessun
problema se non la salita, si attraversano bellissimi prati, poi il
sentiero sale ancora sù inesorabilmente sino alla vetta della
montagna, l'altro gruppo, meno numeroso, decide per la
via un pò più impegnativa ma molto più divertente che è quella dello
Spallone. Si inizia la salita dalla prima cresta che sale
decisamente ripida. Il percorso si sviluppa in un saliscendi su
quattro gobbe più o meno ripide con attraversamento di creste assai
esposte, un discreto branco di capre selvatiche ci squadrano
curiose, ma poi decidono che non siamo poi così interessanti e si
buttano a capofitto in quello che a noi sembra uno strapiombo
impossibile da percorrere. Dalle creste, in altre occasioni, si
aprirebbe un meraviglioso panorama che si distende dagli
Appennini a tutte le Apuane, in primo piano il Garnerone, la Natta
Piana, il Grondilice, il pizzo d'Uccello, il Contrario, il Cavallo,
la Tambura ecc. Bellissimo il panorama sulla costa; peccato oggi la
giornata non è per niente quella giusta per avere un panorama
mozzafiato. Affrontiamo l'ultima salita e giungiamo finalmente
sulla vetta del Sagro a quota 1749 mt. Devo dire che sono rimasto
deluso di non essere accolto dalla bella statua della Madonna che
era in vetta, era già rotta in più pezzi ma comunque c'era. Altre
volte che sono stato su questa vetta ho pensato che qualche scarica
di fulmini magari l'avessero colpita rompendola ma poi più
realisticamente penso che di fulminato ci deve essere stato solo il
cervello di qualche individuo a
cui il cervello deve essere un optional! Rotta o
no un pensiero di ringraziamento glie l'ho rivolto. Siamo
in cima e proviamo un misto di felicità e di delusione, delusione
per non potere godere del panorama favoloso. Peccato,
avremmo avuto davanti a noi la costa da La Spezia a sud di
Livorno, le dolci colline della Lunigiana e tutta la catena apuana,
dal Pizzo d’Uccello – troneggiante di fronte a noi alla Pania, e più
a sud il Gabberi. Accucciato sotto il Pizzo è ben visibile il
paesino di Vinca. Invece, purtroppo dato il forte vento freddo e
i è primi goccioloni che iniziano a bagnarci ci troviamo costretti a
scendere formando una lunga fila multicolore, questa volta
percorriamo il sentiero normale, infatti dopo aver percorso la
cresta nord ovest ci dirigiamo verso sud attraversando praterie di
paleo sino a giungere alla Faggiola e ripercorrendo il sentiero
fatto in precedenza ci riportiamo ala Foce di Pianza. Giornata
due volte bella: una naturalmente per l'ambente meraviglioso delle
nostre Apuane e l'altro di aver potuto condividere l'esperienza con
altre persone che come noi amano profondamente questi monti.
Foto
escursione Se vuoi unirti a noi: apuano@email.it

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