15/12/2024 Lizza del Pellerano e Serra della Vettolina

hh

Attenzione!
La presente pagina non vuole in alcun modo essere una guida escursionistica o alpinistica, ma un semplice racconto di una giornata e la segnalazione di una bellezza naturale e culturale.
Quindi, la presente pagina non sostituisce ma presuppone la consultazione delle guide e della cartografia in commercio. In alcun modo l'autore e il sito si assumono alcuna responsabilità di qualsiasi ordine giuridico e legale per eventuali danni o incidenti. L'uso delle informazioni della
presente pagina sarà sempre a proprio rischio e pericolo. A questo proposito, prima di effettuare le escursioni, si consiglia di chiedere sempre informazioni aggiornate, riguardanti lo stato dei sentieri che si intendono percorrere, alle Sezioni CAI che ne curano la manutenzione.
Ricorda inoltre che tutte le valutazioni circa le difficoltà delle escursioni, riportate sul sito, sono prettamente soggettive.

 
Percorso:  Resceto, via Vandelli e poi la lizza Magnani (sent. 166) che seguiamo fino al bivio col sent. 163; a seguire brevemente il 166, lizza Magnani,  lizza Pellerano, sent. 36,  che in discesa ci porta alla Sella del Piastrone , lizza del Padulello, località Argìa, Serra della Vettolina, crinale divisorio fra il versante di Resceto e il versante Cerignano, foce della Vettolina da dove col sent. 170 e poi la Vandelli si torna a Resceto.

 

Come Arrivare : da Sud: raggiungere il centro di Massa e proseguire in direzione Carrara. Prima di raggiungere il fiume Frigido, si troverà, a destra la deviazione per Forno e Resceto.
La strada costeggia la sinistra orografica del Frigido: non resta che seguire le indicazioni per Resceto, dove bisogna lasciare la vettura nella piazza in fondo al paese.

Da Ovest: Seguire la via Aurelia in direzione Massa. Prima di raggiungerne il centro, appena oltrepassato il ponte sul fiume Frigido, deviare a sinistra seguendo le indicazioni per Forno e Resceto.
Raggiunta Resceto bisogna lasciare la vettura nella piazza in fondo al paese. (
www.escursioniapuane.com )

INDICAZIONI STRADALI
 

 

 

Classificazione: Itinerario in ambiente selvaggio sulle Alpi Apuane, riferita a persone molto esperte, in ottime condizioni fisiche con capacità alpinistiche, di intuito e orientamento.
Difficoltà: EE
Dislivello in salita: 1200 m circa.

Evitare le caldissime giornate estive, da non affrontare con roccia bagnata, neve o ghiaccio.


 
 

Sentieri :
 166
Resceto – Casa del Fondo – Lizza Magnani – Cave Magnani – Bivacco “Aronte” – Passo della Focolaccia. Difficoltà EE. 

166A  Casa del Fondo – Lizza Silvia o Pellini o del Padulello o dell’Argia
– innesto nel sentiero 36


163
Miniera Vandelli – Innesto sentiero n. 166 sotto Cave Magnani. Difficoltà EE.

36
 
Forno casa Biforco - Canale Cerignano – marmifera - innesto 161 - case della Vettolina (ca 1030m) - Piastrone (ca1400m) - Piastra Marina  - Passo della Focolaccia (1642m) - galleria della marmifera dell'Acquabianca . I tratti più alti (in salita) sono comuni con i sentieri 166 e 166A e un breve tratto dalla Focolaccia, sulla marmifera, è comune con il 179.

 
170  Resceto – Foce della Vettolina – Case Carpano

L'escursione viene svolta in gran parte per molti tratti fuori sentiero con tratti esposti, presenza di tratto da risalire con corda fissa.
              

 

Tempo di percorrenza:  Tempo di percorrenza totale:  circa 6,30 h
  Acqua: Nessun punto di rifornimento     
  Punti sosta: Nessuno

  Traccia gps       immagine traccia  

Escursione impegnativa per il dislivello e tratti esposti

Sconosciuta ai più, la via di lizza detta Pellerano percorre il versante sudovest della Tambura un po’ a est (destra per chi sale) della via di lizza Magnani o del canal Pianone; per l’escursionista esperto e curioso essa va ad aggiungersi degnamente sia a tale via di lizza sia a quella del Padulello – anch’essa poco lontana verso ovest sulle pendici della Punta del Padulello o Coda del Cavallo, ambedue ben note e frequentate, anche perché marcate da segnavia CAI: 166 e 166A. La via di lizza Pellerano prende origine da una vecchia cava situata poco sotto il Passo della Focolaccia, e va a confluire nella Magnani in corrispondenza del bivio tra i segnavia 166 e 163, cioè nel punto in cui dalla Magnani si stacca il c.d. sentiero dei Banditi diretto alla Via Vandelli. Essa quindi – ed è uno dei suoi pregi – è molto lunga; è tuttora in buono stato di conservazione nel suo tratto centrale, ma alle due estremità è ormai divenuta un po’ vaga e richiede occhio esperto e attento per non perderne il tracciato; un paio di passaggi rocciosi richiedono attenzione.
Raggiunta la cava di origine (o meglio i suoi pressi), si traversa facilmente a sinistra alla vicina marmifera sottostante al Passo della Focolaccia, da cui si torna a Resceto su tracciati CAI.
Dal sito www.enzomaestripieri.it


Oggi vogliamo andare a scoprire una via di lizza di cui non abbiamo mai sentito parlare. Ci portiamo al paese di Resceto e prendiamo la nota Via Vandelli, la percorriamo sino a trovare l'innesto con la lizza Magnani sul sentiero 166 prendiamo quest'ultima che sappiamo molto ripida e comunque ncora ben conservata. La percorriamo sino al bivio con il sentiero 163, il sentiero dei Banditi, dove il 166 risale una balza rocciosa e a destra si stacca il sentiero dei Banditi (163), ci si dirige invece al meglio tra i due segnavia, su terreno roccioso al di sopra del 163, fino a riconoscere tra la vegetazione ciò che resta di una via di lizza, che altro non è che la Magnani qui evitata dal 166. Poco sopra, dopo una svolta a sinistra, si lascia la prosecuzione più evidente che continua a diritto (è ancora la Magnani) per seguire a destra una rampa erbosa che sempre più chiaramente mostra i connotati di un’altra via di lizza: la Pellerano, da qui e per lungo tratto ben riconoscibile, gradevole e panoramica. Saliti a lungo in destra idrografica di un canale e superato con cautela un tratto franato (I+), più in alto lo si attraversa su placche (I) al di sotto di una caratteristica casa verde, e in ambiente aperto e larghissimo di belle placche (Placche di Pellerano) si continua a salire tra ravaneti e vecchi saggi di cava, ma ormai con qualche problema di orientamento perché il tracciato è meno riconoscibile; facendosi guidare ove possibile dalle residue opere di lizzatura (tra cui qualche foro da piro, alcuni con il piro ancora infisso), si giunge infine a un piazzale su un vecchio sterrato orizzontale in cattive condizioni (1565 m c., h 1.40/3.00), al cui capolinea destro si trova, poco lontana ma mal raggiungibile per l’ingombro di massi, detriti e manufatti abbandonati d’ogni genere, la cava Pellerano o Piastramarina. Si può anche giungere allo sterrato in altri punti senza via obbligata; oppure anche, più in basso (fin dall’attraversamento del canale), piegare a sinistra a varia quota fino a raggiungere direttamente la non lontana marmifera che scende dal Passo della Focolaccia.
Dal piazzale sullo sterrato si prosegue a sinistra fino a raggiungere la marmifera della Focolaccia
Dal punto più alto della lizza (zona della cava Pellerano) uno stradello conduce alla marmifera principale (sent. 36/ 166/166A) che in discesa ci porta alla Sella del Piastrone da dove con la lizza del Padulello scendiamo fino alla loc. Argìa. Qui, al bivio tra la lizza del Padulello (166A) e il sent. 36, si prosegue in discesa sulla Serra della Vettolina, in buona sostanza si prende la cresta che abbiamo centralmente,  crinale divisorio fra il versante di Resceto e il versante Cerignano. Si tratta di una cresta a tratti assai affilata e diverse volte si deve aggirare quando sulla destra quando sulla sinistra. Proseguendo vediamo i ruderi delle case della Vettolina eproseguendo incontriamo una scenografica guglia e appena dopo siamo ai ruderi della casa della Mariangela. Adesso il sentiero pare più marcato, sino a raggiungere un primo torrione, dove dobbiamo scendere sulla sinistra in un canalino ripido, su terreno franoso e umido inoltre fitti arbusti di ginestroni e stipa rendono ancora più difficoltoso. Siamo un pò in dubbio dove andare a proseguire ma poi notiamo un intaglio tra il primo torrione e un secondo; la raggiungiamo seguendo una cengetta erbosa.
Qui, forse, è il punto più Hot. Per risalire il secondo torrione bisogna risalire una placca che porta alla cima con l'aiuto di una provvidenziale corda fissa. Alla partenza bisogna portarsi sulla sinistra e stare fuori, poi ci si riporta più centralmente dove l'esposizione è più contenuta. La vera difficoltà è dovuta alla roccia molto bagnata e con muschi, di conseguenza molto scivolosa.
Una volta superato ci troviamo a proseguire per cresta o appena al di sotto sino a raggiungere il Passo della Vettolina. Ci fermiamo un attimo al cospetto della temibile cresta della Mandriola. Poi prendiamo il sentiero 170 molto infrascato e scendiamo sino a intercettare la Via Vandelli e successivamente il paese di Resceto.

Fonti sito di Maestripieri  - canale YouTube Garzella Lizza Pellerano (versante SO della Tambura)

 

Alla prossima 

Foto escursione jj